Vino
biologico

VINO BIOLOGICO: UNA SCELTA DI VITA

Mi chiamo Fabio. La passione per il vino e la natura incontaminata, mi ha portato ad affrontare un viaggio alla scoperta dei tesori enologici di tutta Italia.
Un vero percorso di vita nel cuore della produzione vinicola del nostro territorio, che mi ha fatto innamorare ancor più della natura e di chi realmente la rispetta.

Da questo sentimento, unico e ispirato, nasce l’indissolubile connubio tra vino e biologico.

NATURALMENTE VINO

Naturalmente Vino nasce nel 2008 con l’obiettivo di dare a tutti la possibilità di bere vini biologici provenienti da ogni parte d’Italia.

Il mio forte interesse per il vino e la natura, condiviso con mia sorella Sabrina, da anni collaboratrice di una storica cantina bio, ha posto così le radici di Naturalmente Vino.
Questa enoteca di vini biologici non poteva che essere al centro di Rovellasca, paese delle mie origini e della mia infanzia.

L’idea di base è far conoscere e proporre ai clienti della zona tra Como, Varese, Monza e Brianza, vini italiani naturali e, quindi, certificati bio.
Da qui inizia un’accurata ricerca, tuttora in corso, di grandi e piccoli produttori agricoli con un unico comune denominatore: il rispetto della natura.

Da un ristretto numero di produttori siamo arrivati nel 2020 ad avere vini bio provenienti da quasi tutta la penisola italiana; il prossimo traguardo è di raggiungere anche le cantine biologiche oltre confine.
Il rapporto diretto e costante con i produttori, evitando intermediari, mi permette di avere una selezione di vini biologici di vario tipo e ad un prezzo finale vantaggioso per l’acquirente.

Dopo oltre 10 anni di ricerche, scoperte ed esperienze dirette sul territorio, ho scelto di non limitarmi più ad offrire prodotti bio a un pubblico ristretto. Questa mia indole che mi porta a scoprire, sperimentare e guardare al futuro, mi ha catapultato, infatti, allo step successivo: creare una rete di distribuzione nazionale, per dare a chiunque abbia un’attività nel settore della ristorazione la possibilità di avere una propria selezione di vini biologici.

Come
lavoro

Naturalmente Vino ha una rete di distribuzione presente in tutta Italia.
Per me è sempre un piacere conoscere chi vuole avvicinarsi o già è vicino al mondo del vino biologico.

Se hai un’attività, e vuoi distinguerti con un vino buono e genuino, contattami;
ti proporrò la soluzione migliore per te e i tuoi clienti.

L’amore per la terra

Cosa vuol dire Vino Biologico?

Il vino biologico è un prodotto che deriva da un metodo di coltivazione e di produzione agricola disciplinato dal Reg. CE 834/07, che valorizza la naturale fertilità del terreno ed esclude l’uso di antiparassitari o concimi chimici di sintesi.

La differenza sostanziale tra un vino biologico e uno convenzionale è che i vini biologici non contengono sostanze chimiche e, rispetto ai vini convenzionali, hanno un valore aggiunto: rispettano e salvaguardano l’ambiente e il consumatore. Contengono, inoltre, più sostanze salutari per l’organismo umano.

Come è possibile concimare e preservare un terreno in modo esclusivamente naturale?

Per la fertilizzazione dei terreni, ad esempio, si usano concimi organici. Per la protezione delle coltivazioni, invece di agenti chimici si utilizzano antiparassitari di origine naturale, tra cui estratti di altre piante o, addirittura, organismi viventi antagonisti biologici dei parassiti.

Perché non lo fanno tutti?

Si tratta di un procedimento più lungo, difficile e costoso. La coltivazione con l’ausilio di sostante chimiche e/o OGM è molto più rapida e quantitativamente più proficua.
Eppure, solo con una produzione eco sostenibile e biologica si può generare un prodotto, in questo caso un vino, che rispetta l’ambiente e la salute del consumatore.

I vini biologici sono più difficili per chi li fa, ma più vicini a chi li beve. Rifiutando la chimica artificiale, proteggono l’ambiente e il benessere degli appassionati.  Mi piacciono perché rispettano regole precise uguali per tutti, fatte non secondo astratti concetti di etica o bonarietà, ma seguendo concreti principi di sostenibilità.

Soprattutto, amo i vini biologici perché si sente davvero il piacevole sapore di uva e natura incontaminata.

Fabio
Naturalmente Vino

COS'È IL VINO BIODINAMICO?

Se il vino biologico segue le norme dell’agricoltura biologica, il vino biodinamico è ottenuto, appunto, da agricoltura biodinamica. Pur non essendo ancora riconosciuta a livello legislativo, questa nicchia dell’agricoltura è regolamentata dall’associazione Demeter: oltre ad allontanare completamente la chimica e a ridurre al minimo l’uso di macchinari, l’agricoltura biodinamica si basa sul rispetto del corso naturale della natura, in particolare delle fasi lunari e delle sue risorse, oltre che sull’utilizzo di preparati biodinamici (compost naturali) in determinate fasi dell’anno. Il risultato sono piante naturalmente sane, di alta qualità e in grado di difendersi autonomamente dai parassiti. Così come il vino biologico, anche il vino biodinamico non azzera i solfiti ma li limita ulteriormente: 70 mg/l nei vini rossi, 90 mg/l nei vini bianchi e 60 mg/l in quelli frizzanti.

COS'È IL VINO NATURALE?

Leggermente più semplice è spiegare, invece, che cosa sono i vini naturali: si tratta di vini realizzati senza additivi chimici né manipolazioni o aggiunte da parte dell’uomo. In questo caso, le vigne, tutte a bassa resa, sono trattate solo con sostanze naturali come zolfo e rame ridotte al minimo. Inoltre, la fermentazione e l’affinamento vengono effettuate solo con lieviti indigeni già presenti nell’uva. I solfiti, in alcuni casi, anche se non dovrebbero essere aggiunti a quelli che si sviluppano naturalmente durante la fermentazione alcolica, quando avvengono annate particolarmente carenti, possono essere utilizzati in quantità minime, mediamente 30 mg/l per vini rossi e rosati e 50 mg/l per i vini bianchi, (1/4 del limite previsto per legge).

OLTRE IL BIO…I PIWI

Con PIWI s’intendono le viti resistenti alle crittogame. Cosa vuol dire?
Le varietà di vite resistenti alle crittogame trovano la loro origine negli incroci effettuati tra le varietà di vite da vino e le varietà di vite americane resistenti alle malattie fungine. La maggioranza delle varietà, che ancora oggi vengono erroneamente chiamate ibride, produttore diretto o varietà interspecifica, furono sviluppate dal 1880 al 1935 in Francia. L’obiettivo era quello di combinare la resistenza delle varietà americane alle crittogame ed alla fillossera della vite alla qualità dei vini ottenuti dalle varietà europee. La speranza che tali nuove varietà di vite potessero essere, inoltre, coltivate senza portainnesto, per cui “franche di piede”. purtroppo. non si realizzò. Gli incroci più recenti (dal 1950) sono di gran lunga più complessi e in esso si posso trovare anche specie asiatiche. Quest’ultime sono il risultato di un processo di selezione in atto da vari decenni nel quale sono stati effettuati anche vari e molteplici re-incroci con cultivar europee. Da un punto di vista tassonomico non si differenziano più dalla specie “Vitis Vinifera”; ecco perchè, ormai, fanno oggi parte a tutti gli effetti della specie “vinifera”. Questo è importante perchè in una comparazione varietale i buoni risultati ottenuti nelle prove di vinificazione ne fanno delle varietà ammesse per la produzione di “Vini di Qualità” in ambito della legge della Comunità Europea.

Nei giorni nostri sono necessari dai 6 ai 16 interventi fitosanitari all’anno per contenerne lo sviluppo di crittograme, dato che un infezione acuta potrebbe portare con se anche la perdità totale della raccolta. Secondo dei dati dell’istituto di statistica europeo (EuroStat) la viticoltura libera nell’ambiente di gran lunga il maggior quantitativo di fitosanitari per ettaro di ogni altra produzione agricola (ca. 40% della quantità totale utilizzata in agricoltura).

Con le varietà di vite resistenti alle crittogame – PIWI i viticoltori giocano quasi di anticipo sulla natura, dato che qualsiasi trattamento antiparassitario è un oggettivo “rincorrere il problema”. Nonostante, le tanto temute crittogame potrebbero magari essere soggette a mutazioni in futuro e diventare nuovamente dannose anche per le varietà PIWI, oggi queste varietà di viti offrono la soluzione migliore a chi tende la mano ad una viticoltura sostanzialmente libera da interventi fitosanitari. Una viticoltura senza chimica ed un terreno finalmente sgravato dagli innumerevoli passaggi dei trattori nei filari per effettuare la copertura fitosanitaria non è più un sogno, bensì la realtà PIWI.